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Manifesto del Nazionalismo Bianco:
Capitolo 14, La rilevanza della Vecchia Destra

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Parte 15 di 16 (Parte 1 [2], Parte 14 [3], Parte 16 [4])

Qual è la rilevanza per il Nazionalismo bianco oggi di quella che io chiamo la Vecchia Destra — il nazionalsocialismo tedesco, il fascismo italiano, e i movimenti a essi legati che si sono sviluppati nel periodo tra le due guerre? La domanda ovviamente non si porrebbe nemmeno se non vi fosse alcuna connessione. Molte idee del Nazionalismo bianco sono o dirette discendenti dalle ideologie della Vecchia Destra oppure loro cugine, nel senso che condividono gli stessi antenati, come rami dello stesso albero ideologico.

Questo è ciò che io prendo dalla Vecchia Destra:

  1. Il nazionalismo al di sopra della globalizzazione: La Vecchia Destra anteponeva la preservazione e la prosperità di popoli storicamente esistenti agli imperativi di ideologie universali come il liberalismo e il comunismo e alle tendenze omogeneizzanti di istituzioni globalizzanti come il mercato.
  2. Il bene comune al di sopra della libertà individuale: La Vecchia Destra anteponeva la salute della nazione alla libertà e all’espressione personali. È possibile valorizzare la libertà, la vita privata, l’individualità e l’iniziativa personale, ma sono a patto che queste cose promuovano una società sana.
  3. La biologia è centrale per la politica. L’individualismo liberale semplicemente non s’interessa delle tendenze demografiche o disgeniche che crea, perché farlo sarebbe “collettivista”. La Vecchia Destra vide che la salute della nazione era interamente legata a tendenze demografiche sul lungo periodo, e si prese quindi la responsabilità di promuovere tendenze positive invece che negative. Così la Vecchia Destra promosse legami famigliari forti, una sana crescita della popolazione e incoraggiò i più sani e più intelligenti ad avere famiglie numerose.
  4. La bianchezza è una condizione necessaria per l’identità europea. Non basta essere bianchi per essere francesi o tedeschi, ma nessun non-bianco può essere francese o tedesco o appartenere a qualsiasi altro popolo europeo. Quindi non possiamo preservare le nazioni europee senza preservare la loro base razziale.
  5. Gli ebrei sono un popolo distinto che quindi dovrebbe trovarsi nella propria patria invece che sparso tra i popoli europei. E se questo non fosse abbastanza per volerci separare da loro, da molto tempo gli ebrei promuovo valori e politiche che sono oggettivamente dannosi per i bianchi.

Ovviamente, dato che in ultima istanza tutte queste idee si basano sulla realtà, non appartengono esclusivamente alla Vecchia Destra. I primi tre principi, ad esempio, erano semplicemente visti come una questione di buon senso prima dell’Illuminismo. Si potrebbe giungere a questi principi sulla base delle proprie esperienze e con il proprio ragionamento, o attraverso altre tradizioni intellettuali e politiche. Quindi non c’è alcuna connessione necessaria tra il Nazionalismo bianco di oggi e la Vecchia Destra. E questa è la risposta giusta da dare a coloro che vogliono liquidare il Nazionalismo bianco collegandolo ai nazisti o ai fascisti: non necessariamente.

Ad esempio, nel mio personale percorso intellettuale, sono giunto ai primi tre principi attraverso lo studio della filosofia politica classica. Sono giunto al realismo razziale e alla consapevolezza della questione ebraica attraverso l’osservazione, conversazioni con amici, e la lettura di libri come The Bell Curve di Richard J. Herrnstein e Charles Murray e The Culture of Critique di Kevin MacDonald. È solamente sulla base di questo retroterra che ho capito che poteva esserci qualcosa di vero e di valore nella Vecchia Destra.

Ovviamente questo non implica che io non abbia imparato niente dalla Vecchia Destra. All’inizio, la Vecchia Destra aveva senso all’interno della mia visione del mondo. Poi ha aggiunto qualcosa alla mia visione del mondo, ma non è mai diventata la mia visione del mondo. E questa stessa visione del mondo mi ha anche assicurato una distanza critica da essa.

Il Nazionalismo bianco differisce dalla Vecchia Destra principalmente per tre punti di vista.

Primo: noi siamo nazionalisti universali, nel senso che crediamo che l’etnonazionalismo sia un bene per tutti i popoli. Ci opponiamo quindi all’imperialismo, mentre i regimi della Vecchia Destra praticavano l’imperialismo a scapito di altri europei, oltre che dei non-bianchi. Difendere l’imperialismo significa essenzialmente dire ai nostri vicini che non disdegnamo perpetrare qualche omicidio e ladrocinio purché vada a nostro vantaggio. Ma non è questo un modo per creare solidarietà tra le nazioni bianche o, più in generale, un pianeta pacifico, nella misura in cui queste cose sono possibili.

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Secondo: dato che i nazionalisti bianchi oggi si preoccupano del benessere della propria razza, sia in quanto tale che nelle sue varie componenti etniche, non ha senso identificare il Nazionalismo Bianco con un qualsiasi regime della Vecchia Destra, dato che questi regimi perseguivano i propri interessi nazionali a scapito di altri popoli europei. Ad esempio, identificare il Nazionalismo bianco con il nazionalsocialismo tedesco è una strategia fallimentare quando si ha a che fare con polacchi o ucraini, a prescindere dal fatto che una minuscola minoranza all’interno di queste nazioni sia di vedute abbastanza larghe da condividere questo atteggiamento o almeno tollerarlo.

Terzo: la Vecchia Destra è nata con la lotta contro il bolscevismo e ha adottato il modello organizzativo e le tattiche dei bolscevichi per sconfiggerli: ad esempio, partiti paramilitari e lo Stato totalitario, che comprendeva il terrorismo e l’omicidio di massa come strumenti politici. Imitare queste politiche oggi sarebbe però poco efficace (per non parlare dell’aspetto morale). L’egemonia della Sinistra nel dopoguerra non è stata conseguita con metodi bolscevichi, ma attraverso la sovversione istituzionale e culturale. La Nuova Destra deve quindi combatterla attraverso il rinnovamento istituzionale e culturale. È questa la base della strategia metapolitica della Nuova Destra. Non siamo contrari all’idea di portare una pistola a una sparatoria, ma dobbiamo essere contrari all’idea di portare una pistola a quella che ora è essenzialmente una battaglia di idee.

In sintesi, la Vecchia Destra è altamente rilevante per il Nazionalismo bianco dal punto di vista del suo quadro analitico e dei suoi obiettivi politici, ma noi rifiutiamo l’imperialismo a favore di un nazionalismo universale e il modello organizzativo e i metodi bolscevichi a favore della metapolitica.

Quindi, in quanto nazionalisti bianchi, come dobbiamo rapportarci alla Vecchia Destra? Nello stesso modo in cui ci rapportiamo a qualsiasi tradizione o corrente di pensiero: con una mente aperta ma critica. Primo, dobbiamo acquisire un’educazione ed esperienza sufficienti a formare una propria visione del mondo, a capire chi siamo e a giudicare le cose da adulti. Partendo da queste fondamenta, dobbiamo poi esaminare la Vecchia Destra, adottare ciò che è vero e utile in essa, rifiutare quello che non lo è e procedere oltre. Questo approccio richiede consapevolezza di sé, autenticità e un radicamento nella propria identità e visione del mondo.

Il modo meno produttivo di tutti di rapportarsi alla Vecchia Destra è quando persone che non hanno una propria visione del mondo vanno a caccia di un sistema preconfezionato di idee che possono adottare come pacchetto completo. Esempi comuni nel nostro ambiente sono il Cattolicesimo, l’Ortodossia, il Tradizionalismo, e il Nazionalsocialismo. Le idee della Vecchia Destra vengono essenzialmente adottate come dogmi religiosi, rimettendosi ai giudizi di altri invece che sviluppandone di propri.

Il rischio è che queste persone sposino e ripetano idee e strategie che non sono più giustificate — se mai lo sono state — e che non abbiano l’esperienza e le capacità analitiche richieste per andare oltre. Inoltre, potrebbe mancare loro il radicamento nella realtà presente richiesto per applicare queste idee in modo produttivo. Il risultato di solito è il tipo di persone stridenti, fragili e litigiose che popolano forum online e commentano thread. Tuttavia, testare le idee è un mezzo per la crescita e l’esplorazione intellettuali e l’esposizione a esperienze e controargomentazioni in genere porta queste persone a maturare.

Un altro modo improduttivo di rapportarsi alla Vecchia Destra è quello di non limitarsi ad adottare un sistema preconfezionato di idee ma di identificarsi nella propria testa con il Terzo Reich o con un altro defunto regime fascista. Fare questo non vuol dire semplicemente imparare dalla storia e applicare questa conoscenza al presente; piuttosto, diventa una forma di evasione, un modo per fuggire dal presente invece di trasformarlo, un modo per combattere di nuovo le battaglie del passato, che non possono essere cambiate, e di evitare le battaglie del presente, in cui il futuro della nostra razza è in gioco. Accusare queste persone di fare dei giochi di ruolo di solito è un complimento immeritato, perché questi giochi di ruolo raramente portano a qualche tipo di “azione dal vivo”.

C’è anche qualcosa di profondamente inautentico nell’identificarsi con un regime del passato, particolarmente se si tratta di un regime straniero. Il Nazionalismo bianco è una forma di politica identitaria. Per essere una politica identitaria genuina, però, deve basarsi su una vera identità. Non siamo semplicemente creature del nostro tempo e del nostro luogo, poiché rifiutiamo le identità false e prive di significato che l’attuale sistema ci offre: da individui sradicati, cittadini dell’universo, figli di nessun luogo che definiscono se stessi in base ai prodotti che consumano e scartano. Piuttosto, la nostra identità viene definita da tutto il nostro lignaggio biologico e culturale, che si estende fino al giorno d’oggi e non può essere dirottato verso qualche altro tempo e luogo.

Rifiutiamo l’“identità” moderna perché è falsa, perché non ci calza, perché ci rende infelici e meschini. Ma l’individualismo moderno può essere falso solo se abbiamo già una vera identità, anche se siamo per lo più ignari di chi siamo davvero. Quindi la risposta al malessere moderno sta nello scoprire chi siamo e nel vivere di conseguenza, sta nell’essere autentici invece che falsi. Sostituire l’identità per lo più falsa di oggi con qualcosa di egualmente falso ma più eccentrico e marginale non è una risposta. Adottare sistemi di idee prêt-à-porter o vivere nel passato è un sintomo di sradicamento più che una soluzione.

Per fortuna, i nazionalisti bianchi di ogni nazione non devono guardare troppo indietro nella storia della propria terra per trovare uomini saggi e statisti di rilievo che credevano in ciò in cui essi credono. Molte delle leggi che noi proponiamo erano già in atto nella maggior parte dei Paesi bianchi. Un movimento autenticamente etnonazionalista deve innestarsi sulle tradizioni viventi della propria terra, non su importazioni esotiche o tossiche e ideologie fortemente stigmatizzate.

Benché alcuni vorrebbero far finta che la Vecchia Destra non sia mai esistita, c’è molto da imparare da essa. Ma è parte del passato. È morta e deve restarlo. Coloro che vorrebbero riportarla in vita sono colpevoli di una serie di gravi errori: anacronismo, perché ci troviamo ora in una battaglia di idee; promuovere politiche palesemente immorali, quali l’imperialismo; mancanza di radici e inautenticità, poiché si identificano con ideologie e nazioni straniere invece di cercare una base per politiche nazionaliste nelle proprie tradizioni politiche;[1] [7] e, infine, automarginalizzazione e comportamenti controproducenti proprio nel momento in cui il pubblico non è mai stato tanto ricettivo verso le nostre idee. Dobbiamo dimostrare maggiore serietà, prima che perdiamo quest’occasione storica e la nostra razza raggiunga un punto di non ritorno. Molti revivalisti della Vecchia Destra avvertono questa pressante urgenza, ma se non abbiamo tempo di fare la cosa giusta, fare la cosa sbagliata comunque non ci salverà.

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Note a piè di pagina

[1] [9] Nel caso dei tedeschi, tuttavia, essi devono essere altamente selettivi nel fare appello alle proprie tradizioni di Destra.